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Come lavoro
Un modello linguistico genera testo plausibile, non per forza vero.
Un blog sull’AI scritto con l’aiuto dell’AI, quindi, è un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono. Per questo ti dico chi fa cosa.
La parte da macchina la fanno agenti basati su Claude, lo stesso modello di cui scrivo spesso. Cercano le fonti, ricontrollano numeri e citazioni sui documenti originali, rifanno i conti e scrivono le prime bozze, che poi confrontano con le regole del mio tono di voce.
Traducono anche in inglese, e la traduzione la rivede un secondo modello.
Le illustrazioni le genera un modello, ma senza testo. Scritte, numeri, grafici e diagrammi li compone il codice del sito, a partire da dati già controllati.
Io scelgo di cosa scrivere e faccio le prove. Poi riscrivo le bozze con la mia voce e decido cosa resta e cosa si taglia. Le fonti su cui regge la tesi di un pezzo le leggo io.
Dove una prova si può rifare, nel pezzo trovi i comandi o il prompt per rifarla da te.
Ogni numero ha accanto la fonte e la data, e in fondo al pezzo ritrovi tutte le fonti insieme.
Se un pezzo nasce da una prova, la scheda dice «Provato con» e la versione del programma, perché tra un mese potrebbe già non valere più.
Quando cambio un fatto, un numero, una versione o un link, lo scrivo negli «Aggiornamenti» del pezzo, con la data e cosa è cambiato.
Se trovi un errore, scrivimi su LinkedIn. Lo ricontrollo sulla fonte e, se hai ragione, correggo il pezzo e lo annoto negli «Aggiornamenti». Di nascosto non cambio niente.
Qui non c’è niente da comprare: niente pubblicità, sponsor o contenuti a pagamento, e nemmeno consulenze o workshop.
Il pappagallo ripete. Io controllo che ripeta giusto.
Riletta il 3 novembre 2026
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